sabato 29 ottobre 2016

UTLO 2016 , detto, fatta!

L'anno scorso sono passato dal Lago d'Iseo, tornado da un Week End sul Lago Maggiore, diciamo dietro l'angolo, e ho visto la segnaletica del Ultra Trail Lago d'Iseo e ho subito pensato che potevo metterlo nel mirino, guardando le montagne li intorno, ero certo che quei boschi celavano sentieri asssolutamente meritevoli di essere scoperti.
Posso dire che la UTLO sia una delle gare piu' belle, per tutto, alle quali ho partecipato.
La zona non la conoscevo e ne sono rimasto impressionato in positivo, bello il paese e tutta la zona.
La logistica , accoglienza, pettorali ecc ineccepibile e anche gli inviti che avevo letto fatti dai sindaci alla cittadinanza mi hanno fatto vedere un approccio diverso , anche dei locali ,molto caldo e sentito.
Saimo giunti in blocco coi Cavrones , alcuni sulla 34 e altri sulla 57 ( poi 61 e rotti, vista una deviazione causa frana..)Tutti finishers e tutti contenti.
Ho scelto la 57 per godermi la gita a fondo, visto che ero con moglie e cana, mi volevo fare una colazione ad un ora decente e permettere di seguire partenza e il resto , senza alzarmi da solo alle 4 come un bibino.
Albergo mega lusso, colazione ...intanto attacca a piovere alla faccia delle previsioni..
Sopportabilissima, a parte rovinarmi il look da gara, poichè adotto un bellissimo poncho in nailazzo pubblicitario gia' sperimentato in altre partenze bagnate..non sei figo ma resti asciutto zaino compreso..
bang, e si sale subito, fondo perfetto, sentiero sottobosco morbido e foglie soffici , altro che i pietrazzoni a cui siamo abituati.
Paesaggi fiabeschi attraverso boschi e frazioni e insomma ci fumiamo 2200 mt di dsl in 20 km,, Mazzoccone e Croce son due belli scogli, purtroppo fatti nella nebbia assoluta senza vedere una cippa, ma si sentono e sono due salite vere che fanno la differenza.
Me le faccio al mio passo TDI, e il thè caldo sul Croce è una grande sorpresa.
Al ristoro di Alpe Sacchi o simile, ecco il BodyB. non ho capito se era davanti dietro ma ora è li e comincio a punzecchiarlo per chè oggi si deve finire e basta!
Da li faremo a fasi alterne molta strada insieme e anche un po' no, perchè capisco la sua voglia di portarla a termine , ma anche un po il timore di "cuocere" standomi dietro.
Ma oggi si va alla grande , il clima uggioso ci regala panorami , o meglio quadretti da cartolina "scottish" e si va una meraviglia.
I saliscendi a seguire mi piacciono un sacco , mi faccio i ristori , mangio succulente minestrine calde, che fanno l'effetto del miglior energetico, e via .
Volevo finire entro 10 ore e al ristoro base vita di Arola tutto arredato alla grande stile superUltra, penso che ce la faro' alla grande .
Arriva il Body e io sto per ripartire, lemme lemme e godutissimo.
Da li in avanti una passeggiata di cartoline, con villette da urlo, borghi antichi e sentieri morbidi.
La Ultima salita la faccio con due francesi entusiasti ad uno dei quali faccio prendere uno spago chiedendogli se fosse sicuro che non ci fosse stata una deviazione della 90 poco prima, dopo avermi sfanculato a mente, mi dice che è sicuro e quando noi svoltiamo verso il lago , lui devia per l'ultima salita, bella tosta sembra.
Ultimo ristoro, due tazze di te' caldo , 3 minuti di sorrisi e via verso il lungolago.
Ecco l'arrivo , un po emozione quando vedo moglie ,cana e amici.
Durante vla corsa , visualizzando l'arrivo qualche volta mi è montato il magone, ma succede spesso in queste ultra, saranno i pensieri che affollano la testa, la consapevolezza di essere in un posto meraviglioso, con gente speciale, a fare una cosa speciale,o forse gli zuccheri che vanno e vengono.
Poi , spesso, il tutto si stempera con l'avvicinarsi della fine, la tensione scende, se va bene ci si rende conto che è fatta, e il magone si scioglie in goia pura.
 
10,29 va benissimo , bellissimo Ultratrail, tutto perfetto.
Dopo venti minuti corre voce che il 2017 saranno 117 km sulla lunga... mah...
Arriva il Body , finisher , io sono contento , lui di piu'!
Per alcuni del gruppo era una "prima" per altri una conferma , credo che per tutti sia stato un fine settimana assolutamente positivo.

mercoledì 27 marzo 2013

MareMontana 2013 - Il post pubblicato su Spiritotrail-Forum

Per chi non ha accesso al Forum "Spiritotrail", riporto qui il post che ho pubblicato.
Volevo solo far rimarcare la presenza e il lavoro del personale di assistenza e dei volontari ,senza cedere alle critiche e senza menzionare l'organizzazione.
Hanno gia' tanti problemi ,non trovo giusto sollecitare discussioni ulteriori ,specialmente su un forum.
Naturalmente ho la mia idea, molto personale, condivisibile o no, e qui ,che è una mia pagina posso esprimerla.
E' chiaro che coi se o ecoi ma non si fa un cazzo, e che il mio pensiiero poco vale , specialmente ora..
E rinnovo alla famiglia la mia partecipazione al loro dolore.
Credo che ci stava una presa di posizione impopolare ma decisa, anche a costo di beccarsi dei fischi e delle lamentele : la gara doveva, secondo me, essere unificata nel percorso della 25km , evitando cosi la lunga esposizione al freddo e alle nefaste condizioni del terreno.Come ho detto ora non serve a nulla parlarne , ma questo ho pensato , al km 19 , aprendo la porta del S.Pietro e vedendo le facce di chi avevo intorno.

" Ho gia' scritto dei primi pensieri su Paolo e i suoi cari.
Ma ora vorrei portare la mia esperienza personale .
Dall'inizio e dai giorno precedenti si sapeva che sarebbe stata dura. Un'altro trail nella pioggia ,si pensava, nulla piu'.
Il terreno da subito si è dimostrato ostico per le mie capacita', vado bene sull'asciutto, mi prendo anche dei rischi in discesa, ma devo sentire "terra" sotto i piedi.
Domenica non era cosi'. Dunque al freddo e alla pioggia si unisce un rallentamento e dunque raffreddamento. Ho capito subito che non era giornata.
DAl Pian delle Bosse in la sapevo che era un sentierino in discesa.Domenica era uno scivolo di fango.
La faccio breve e dico che ho pensato di arrivare al S.Pietro. Con non poche difficolta' e commettendo altri errori che ho capito : non mangioo e non bevo, malissimo.
La benza fa calore, e io non ne avevo.
Tralascio le difficolta' delle rocce viscide e la contropendenza sul fango .
Quello che mi stupisce davvero è la quantita' di volontari sul percorso, imbaccaliti dal freddo ,bagnati, ma disponibili e presenti! Piu' un ristoro "abusivo" della gente di Giustenice , prima del Bosse, gente unica!
Ecco il punto , al S.Pietro decido di fare mente locale, so che c'è la stufa e entro.
Non pensavo potesse contenere tanta gente!
Noto subito una grande agitazione, i volontari si affacendano a portare bevande calde e cibo e dispensano parole di conforto, ma hanno l'occhio in attesa ,l'atmosfera non è la solita.
Almeno 5 o 6 uomini del Soccorso Alpino, coordinati da un medico , si danno un gran da fare .
Soccorrono e coprono coi teli piu' d'un concorrente.
L asituazione si fa sempre piu' grave , entra gente in braghette corte ,bagnata fraduicia e in evidente stato ipotermico. Io ho un gran freddo, tremo, bevo te caldo ma non basta.
Misteri della mente chiedo e ottengo un paio di guanti in gomma , penso che un po ni ripareranno.. Non riesco neanche a infilarli.
In poco piu' di un quarto d'ora tutte le stanze sono gremite di concorrenti.Cghi si cambia, chi abbraccia la stufa.
Entra un top, in abitino estivo, lo conosco gli parlo ma non mi sembra in forma.
Viene subito curato dal medico che lo spogliano e lo coprono con un telo termico super. Si fermera'.
La situazione cresce in criticita'.
Dapprima i paramedici dicono ( giustamente..) a chi è a posto di uscire dal salone della stufa, cosi' da permettere ad altri di entrare.
Tutti si muovono in maniera el tutto professionale e lucida.
Il medico avverte che la situazione sta aggravandosi, e in continua collaborazione coi suoi, comunica via radio.
Avverte che si chiede una riduzione sulla 25, invita i presenti ad avviarsi sul percorso "breve". Scattano gli avvisi via radio e le comunicazioni tra loro e verso di noi.
Il tutto in brevissimo tempo e in maniera pacata, cosciente e professionale.
Questo volevo sottolineare.
Le persone di servizio sono state fantastiche , si sono mosse in modo competente e tempestivo, medici, soccorritori e volontari del S.Pietro sono stati fantastici.
Il Grande Spirito mi fa restare lucido e decidere di aspettare un po', ho avuto freddo , ma ho deciso di scendere sulla 25, confortato e chiarito dalle comunicazioni del personale.
E sono contento della mia scelta.

Penso al tratto piu' avanti che conosco.
Lo visualizzo battuto dal vento e dal nevischio.
Invece sara' coperto da piu' di mezzo metro di neve.
Nessuno a quel punto sa che brutta piega prendera' la giornata."

lunedì 25 marzo 2013

MareMontana 2013

Sono a meta' tra triste e incazzato.
La MareMontana l'abbiamo attesa , preparata, e gli amici del KUTT sono arrivati per correrla insieme.
La serata del sabato scorre via felice, spaghetteria ,risate,un po' di timore per questo meteo di merda che non ci da' pace.
Ma siamo carichi, sara' una gran giornata. Speriamo di far una  bella gara.
Giovanni è comunque in forma, puo' essre un protagonista, tra i grandi Team partecipanti sta a vedere sto KUTT fornira' la sorpresa.
Partenza all'alba , piove, anche se dicono che piu' su non piovera', io non ci credo neanche per 2 secondi.
Si parte.
Orribile il tratto sulla spiaggia, piacera' ai piemontesi,ma a me no.
Come al solito partenza tipo 10 km... ma gestisco e attendo di arrivare sulla terra.
Ma non è giornata .
 Partire gia' sapendo che sara' dura ci sta, ma trovarsi in corsa ad affrontare situazioni pesanti è un'altra cosa.
Io ero discretamente vestito, anche se per un attimo stavo cedendo al pensiero di partire piu' "leggero" . Fermo restando che io porto SEMPRE giacca,telo ,nastro cibo.. ma ieri per la solita demenza del giorno prima, ho lasciato a casa i guanti e un paio di calze in piu'.
Dopo il Pian delle Bosse è iniziato un concentrato di tutte le cose che a me non piacciono: il sentiero che solitamente è una piccola traccia nel bosco era uno scivolo di fango in contropendenza, impossibile star in piedi, divertente? Per me no.
In seguito la pioggia è aumentata, poi diventando nevischio e poi nevicata pesante , portata da un forte vento gelido , almeno 70-80 km-h.su una temperatura gia' di 1-2 gradi max, il che ricordo, per effetto del wind-chill porta a 0 gradi e anche meno.
Allora penso di tirare i remi in barca, non è la mia giornata, ma vedo neanche quella di molti altri.
Al rifugio s.Pietro trovo un mare di persone e so della presenza di una stufa, li faro' mente locale.
Nella stanza della stufa c'è di tutto. Chi si cambia , chi beve caldo ,chi abbraccia la stufa.
Arrivano concorrenti fradici, in evidente stato di ipotermia , magari lieve, come sono io d'altronde.
Ho mani e piedi insensibili, al punto che non sento le ferite da spine che mi sono fatto aggrappandomi agli arbusti
.Sono fradicio, ma il guscio tiene e direi che al busto e gambe non ho freddo , tanto ..
Ma non ho cambio .Tento inutilmente di mettermi dei guanti in latex chiesti ai volontari.. misteri della mente
.Addocchio dei giornali e farei come i ciclisti antichi ,ma non lo faccio (??).
Entra un atleta che ben conosco, ex stradista, forte, presumibilmente nei primi della corta.
Ha indosso solo pantaloncini corti da atletica, micro calzini,maglietta maniche corte, con gilettino in nilon smanicato tipo strada.Nient'altro. Ed è BLU!
 Trema come una foglia.Lo saluto ma non mi sembra in formissima. Lo indico ai ragazzi del Soccorso, che vista la situazione , lo "curano" spogliandolo e mettendogli una pesante coperta termica specifica. Non mi sembra grave ma non andra' sicuro via.
Da li in poi vedo diversi "casi" , una ragazza sbatte via il te caldo perchè non riesce a tener ferma la mano.
Tutti tremano come invasati, chi puo' si cambia. In effetti un quarto d'ora veramente da manuale del soccorso.
Infatti ,gli unici lucidi ,presenti e reattivi sono i ragazzi del Soccorso Alpino, con il loro coordinatore . Non conosco il loro nome ma per sempre serbero' il ricordo del lavoro e della lucidita' di quei momenti .
La pacata determinazione con cui aiutano tutti quelli che entrano, porgendo cose, parlando , credo anche per capire il grado di "bollitura", e gestendo la situazione mi rimarranno impressi.
Tra loro, i volontari , che fanno tutto il possibile, porgendo cibo e bevanda calda, ma allo stesso tempo scrutano e attendono dei segnali .
Percepisco massima disponibilita' , ma anche un senso di " cosa sta succedendo ? ":
Infatti succede che il Medico Coordinatore fa scattare una sequenza di comunicazioni radio e prende immediatamente coscienza che la situazione è in fase di aumento di criticita' e ci comunica che si scendera' tutti sul percorso da 25.
Io , che ho preso tempo in attesa di decidere il da farsi, mi sento come liberato.
 Dunque non sono un ritirato, in un certo senso mi sento amareggiato ma sollevato,la statistica tiene.
Con un gruppo di amici iniziamo la discesa verso l'arrivo, stiamo bene, continua a piovere ma 5 km e siamo giu'.
Non avrei continuato, conoscendo il percorso e sapendo che i prossimi ristori erano "volanti" e non in baite o simili, avrei deciso di non rischiare , e in un certo senso sono contento di aver gestito mentalmente la situazione, la scelta di scendere è stata resa meno gravosa con la certificazione degli uomini del Soccorso.

A loro e ai Volontari va ,come sempre , e questa volta di piu', tutta la mia stima e la mia riconoscenza .
Questa volta , per la seconda volta, tocco con mano il senso delle procedure e dei comportamenti in caso di emergenza.
Fermo restando che il primo controllo e il primo allarme dobbiamo farlo noi , ognuno per se stesso.
Il mio pensiero va a Paolo, e ai suoi cari .
Paolo ,uno di noi,  che ieri aveva freddo , che voleva divertirsi e che voleva accettare la sfida .
Ora il freddo c'è un po nei nostri cuori, ma soprattutto in casa di Paolo.
Paolo Ponzo, che riposi inpace, era un atleta, un uomo e un padre-marito.
Come atleta sono propenso a pensare che abbia fatto il meglio per presentarsi alla MM nelle migliori condizioni , questa sara' stata una sua valutazione.
Come uomo posso capire come si sia sentito al termine della sua carriera di calciatore, ma ancora forte e con la voglia di dimostrare prima di tutto a se stesso di accettare ancora le sfide, di rimettersi in gioco,di non cedere alle voci dei "chi te lo fa fare".
 Fare trail è il rimettersi in gioco ogni volta , valutare ,accettare la sfida e il rischio.Superare o tentare di farlo e alla fine sentirsi bene ,stanco ma contento, vivo!.
Come padre e marito..qua sta il difficile.. come spiegare a tuo figlio , fermo restando che quello che vorresti gli rimanesse sia la parte detta prima, il messaggio positivo .
 Ma come dirgli che il loro papa' è mancato facendo quello.Come farlo accettare ad una moglie .
Questi sono oggi i miei pensieri..
Buon Viaggio Paolo, un giorno ci rincontreremo.
Conosco bene gli organizzatori della MareMontana, sono amici, ora sara' un bailamme di notizie, inchieste,frasi .
Spero che quanto si possa prendere di esperienza , personale o collettiva, venga preso .
Seguiremo con interesse.

lunedì 31 dicembre 2012

2012 =====> 2013

Siamo arrivati alla fine di un altro anno .
So che non è una novita' , ma quanti di voi hanno mai pensato di poter scrivere un libro , viste quante se ne passano.
Spesso a me viene in mente.
Il fatto strano è che condenso in poche  immagini interi periodi, che a volte abbracciano tempi  lunghissimi.
Mi tornano in mente delle singole fotografie o dei momenti, delle emozioni, sulle quali poi lavoro di memoria e spesso mi servono per riallacciare ricordi anche di anni.
Non so dire se rimangono in mente piu' facilmente le cose belle o quelle meno belle.
Certo è che aperto un cassetto, i ricordi ne escono a fiumi. E ce ne sono davvero tanti.
Ci sarebbe da scrivere davvero, e credo valga per tutti.
Chi non ne ha la capacita'  dovrebbe poter dettare ad altri. Avremmo cosi una sterminata Biblioteca della Vita, che io ritengo  utilissima.
Beh insomma chi piu' chi meno , si possono fare bilanci di questo anno concluso.
Non so dire se sia stato migliore o peggiore di altri.
Posso dire che è passato, con le sue immagini belle e meno belle .
Di quelle belle ne faremo dei bei quadretti incorniciati da guardare con un sorriso, delle altre ne faremo dei piccoli promemoria , da sfogliare a seconda delle occasioni.
Ci potranno servire se dobbiamo valutare degli altri momenti meno belli e verranno schedate nella Bibloteca della Vita sotto la voce " Utilita' di Sistema".

martedì 25 dicembre 2012

Pranzo di Natale

Il Natale è l'occasione  di stare in famiglia, col tempo la semplice usanza acquista valori diversi.
Quella che era insofferenza puo' diventare anche un modo per apprezzare i momenti di ritrovo e di vita familiare.
La frenesia di tutti i giorni si trasforma in ricerca di trovere il modo di vivere al meglio questi 2 o 3 giorni .
Si esagera col comprare ,preparare e stivare quantita di cibo iper calorico , degne della mensa di un reggimento di alpini .
Alcolici compresi.
O meglio, io penso ad acquistare buone bottiglie di vino rosso , indipendentemente dalle pietanze in cantiere.
Non amo il vino bianco, per me è degno di interesse solo il rosso.
In genere prediligo i rossi piemontesi, ma anche il Chianti o il potente  Nero d'Avola.

Poi , all'avvicendarsi delle portate , unanime lo sdegno verso i bevitori , il monito continuo a non bere piu' di tanto.
Non bisogna esagerare, certo che questo vino è forte...uhh ma 13 gradi...
Intanto la mia modesta conoscenza del nobile nettare si esprime in diverse bottiglie di buoni rossi Doc o numerati..
E qualcuno ha portato un anonimo Rosso Toscano da 10, 5 gradi... ah ecco questo si è leggero...
Non si deve bere troppo ..attenzione..
intanto tutte le bottiglie spariscono ...il Rosso Toscano è ancora li'...

venerdì 21 dicembre 2012

"2° MONTURA TRAIL -GOLFO dei POETI- 5 TERRE" 16 settembre 2012


L'invito era chiaro: Volete correre in un Patrimonio dell'Umanita? Volete attraversare 2 Parchi Naturali ,quello di Portovenere e quello delle Cinque Terre?
Come si risponde ad una chiamata cosi?
Gia nella passata edizione si era visto  come il gran lavoro fatto dal Gruppo Arcigni poteva portare alla realizzazione di uno dei piu' bei trail mai corsi.
La location lo imponeva , questo luogo si merita un trail degno della sua fama.
C'era da migliorare qualche particolare come la zona partenza, e alcuni passaggi , e questo è stato fatto.
La partenza è stata data da Marola, a Ponente di Spezia,
Siamo stati accolti all'interno della struttura militare , e ci è stata messa a disposizione una vasta area di parcheggio , con vicino la zona partenza e arrivo, un accogliente copertura per il ristoro finale e delle comode docce calde, cosa non da poco ,vista l'esperienza di altre gare anche invernali.
Due percorsi, un 21 e un 46 km, entrambi molto tecnici , ma che avrebbero garantito a tutti di calpestare luoghi ritenuti a livello mondiale una assoluta meraviglia, con il passaggio attraverso Portovenere,Campiglia .Riomaggiore .
Al briefing del sabato ,Marco ci suggeriva di  ricordare una parola, "Guarda" , per invitarci a gustare le immagini che avremmo trovato .
Per lui , che "forestiero" è stato stregato da questi luoghi ma vi assicuro anche per me , che sono di qui, ma che ogni volta gioisco mentre mi riempio gli occhi dei fantastici panorami Liguri.
"Guarda" si è un buon invito, ma avrei  aggiunto anche " ma anche dove vai", infatti il percorso bellissimo ma mai facile non lasciava che brevi momenti di relax vero e proprio.
Ci vuole tanta attenzione e buona tecnica a correre su e giu' per le "fasce" ovvero la terra rubata al mare, a strapiombo , dove vengono coltivate le vigne da queste parti.
Attraverso i muri a secco , che delimitano le proprieta, avremmo affrontato poi una delle giornate piu' calde di questa fine estate, tanto che uno di questi passaggi è stato rinominato "il microonde"... detto tutto!
Alla fine di una di queste risalite avremmo poi trovato Marco , per la prima volta da me sperimentata finora , in veste di controllore della dotazione, spero sia stato imparziale.
Di sicuro aveva piu' la veste dell'organizzatore scrupoloso  che del severo guardiano.
Dispensando parole di conforto e di ammirazione adempiva al suo compito, facendolo pero' con classe , e si ripartiva "controllati" e felici.
Ho visto anche qualche trailer patire un po' dell'eccesiva calura, forse perchè aveva lesinato con la scorta d'acqua , o ecceduto col ritmo sottovalutando il percorso.
Personalmente ho gestito bene sia l'uno che l'altro, certo è che ad ognuno dei numerosi ristori e punti acqua ho bevuto e rifatto la scorta.
Una "calda" presa una volta non si scorda piu', e come si dice prevenire è meglio..
Il passaggio nel centro storico di Portovenere è stato veramente una chicca, preceduto dalla ripida scalinata nei pressi del castello , poi proseguito verso la Chiesa per poi ritornare a salire verso Campiglia.
 Il conforto del ristoro ,del saluto dei cari e gli sguardi ammirati dei turisti  hanno l'effetto della bevanda caffeinosa, diciamo almeno per i primi 250 metri , poi bisogna di nuovo stare attenti al passo e al paesaggio..
Ogni volta che ho trovato un "pregin" come si dice qui ovvero un rubinetto , mi sono bagnato e ho bevuto un sorso , e tra sacca riempita piu' volte e bevute varie credo di aver consumato non meno di 5 litri di acqua e altro.
Per il cibo , la semiautonomia dichiarava la necessita' di provvedere in proprio, e per me che non disdegno gel e barrette non è stato un problema.
Considerato che la distanza relativamente breve non mi avrebbe richiesto cibi salati, ma siamo al limite.
Per qualcuno, non faccio nomi per la privacy .. l'assenza di salato sarebbe stata condizione dura da superare.
Credo comunque che il grosso ostacolo della giornata sia stato il caldo , unito alla durezza del percorso in alcuni tratti , che sarebbero stati piu' agevoli se percorsi al coperto di alberi , ma si sono rivelati veramente tosti uniti al calore delle rocce.
In alcuni tratti l'azzurro del mare sottostante strappava commenti ai compagni di viaggio e spesso ci si rammaricava di passare cosi in alto, una "ciumba" ( tuffo in sleng West Coast) ci stava , anche a costo di perdere qualche posizione.
Posizioni che invece risalivo, grazie alla costanza da diesel, e al rallentamento di qualche collega , che non aveva fatto i conti con il terreno ligure, che ti impone contini cambi di ritmo e ripartenze, non ti da tregua , poi oggi fa davvero caldo.
I partiti nel Trail sono stati 249 e i finisher 143 ..non male , mentre per la breve 155 partiti e 129 arrivati.
Questo sta a significare che i 100 ritiri della lunga contro i 20 della corta sono stati segnati in buona parte dalla durezza del percorso in rapporto alle condizioni meteo.
Intendo dire che molti penso avevano una sufficiente preparazione in base alla lunghezza del trail , ma che è stata sfalsata dalle diverse condizioni di durezza , visto il caldo torrido e la difficolta' del terreno.
L'ultima discesa su Marola, su pietraia , ci accompagna sulle scalinate che scendono in paese . Sempre con un occhio a dove mettiamo i piedi e uno, immancabilmente all'ennesimo scorcio di costa o luccichio sul mare.
Ci accoglie il vociare dello speaker che accompagna la premiazione dei piu' bravi, Cecilia Mora e Giulio Ornati per la 46 km e Elena Mitterhuber e Damiano Cortinovis per la 21 km.
Noi ci siamo goduti la nostra giornata di Trail in un Patrimonio dell'Umanita', degnamente conclusa alla tavola dell'abbondante ristoro finale.
L'ambiente è stato davvero cordiale in questo week end, gli "Arcigni" hanno davvero lavorato bene , credo che questo trail crescera' ancora.
Da parte mia faro' il possibile per promuoverlo.
Un pensiero va anche al fatto che le zone in cui siamo passati  poco tempo fa sono state devastate dall'alluvione , motivo in piu'... beh d'altronde "Arcigni" dice tutto..
Come sempre è veramente poco il tempo passato nel famoso "terzo tempo" molti hanno fretta di scappare, forse complice la lontananza da casa.
Per me un altro motivo di soddisfazione , tanta bellezza a due passi da casa.